Samuel Peron e il suo underground stiloso
Samuel Peron
Sulla home page del tuo sito si legge che quando balli senti tanta gioia scorrere nelle vene da sentire che l'infinito è dentro questa esperienza: quanto è importante per te la danza?
“Ho cominciato a 4 anni e ho sperimentato la danza in tutte le salse! Quando avevo 10 anni ho partecipato ad un concorso di danza moderna ed era in sala un rappresentante della Scala di Milano che mi vide ballare e disse che per me ci sarebbe stato subito un posto alla Scala… ma i miei non vollero”.
Rimpianto?
“Non lo so… hai presente il film "Sliding Doors"? Non so come sarebbe potuta andare. So che quello che sto facendo mi piace moltissimo, mi sto divertendo. Sicuramente è un periodo nero per la danza, il mercato è quello che è”.
Come ti immagini nel futuro?
"Amo la danza, la amo tantissimo, ho sofferto moltissimo per la danza, è un amore dannato. Ma non è la mia unica passione. Da poco ho dato vita ad un brand che si chiama "Brancus" che vorrei diventasse un marchio acquistabile nei negozi… Quindi mi vedo come un artista imprenditore: le due cose vanno di pari passo. Moda e danza possono andare di pari passo. Entrambe necessitano di trasmettere emozioni, necessitano di comunicazione e spero per il domani di far volare entrambe le passioni!”.
Come è nata questa passione per la moda?
”Ho studiato design e ho tanti amici che lavorano nel mondo della moda! Sono stati proprio loro a suggerirmi di buttare giù degli schizzi. Io ho pensato di creare una linea partendo dalle magliette. Ho messo insieme delle idee. Le hanno visionate e sono piaciute. In tutte le aziende in cui sono andato non hanno detto di no! Anzi mi hanno incentivato… perché sono giovane ed ho anche il coraggio di osare in un periodo come questo”.
Quale è il tuo stile?
“Underground stiloso!”.
I tuoi colori?
“A me piacciono i colori scuri. La mia collezione è un grigio verde salvia cupo che si può abbinare con qualsiasi cosa. Marroni, grigi, scuro… poi qualche pezzo fluorescente per staccare!”.
Presentazioni importanti?
“A settembre ho presentato la mia collezione primavera-estate 2012 alla Notte Rosa di Milano per Vogue Italia”.
Disegni per uomo e donna?
“Per entrambi. A me diverte disegnare. A prescindere che sia uomo o donna. Mi piace stravolgere certe regole. Passo ore al tavolino e a volte arrivano le 4 del mattino senza che me ne accorga. Adesso sto lavorando tantissimo con la danza e sto aspettando che questo meccanismo della "Brancus" prenda il via e che diventi operativa l’azienda. Sarà tosto quando entrambe andranno di paripasso… il problema sarà il tempo da dedicare…”.
Dove è la tua base operativa?
“Nel vicentino. Nella mia terra. Quando facevo "Ballando con le Stelle" disegnavo nel mio appartamento di Roma e poi spedivo i disegni!”.
Sei cambiato in questi anni come persona?
“Ho sempre detto ai miei amici: "se vedete che cambio, prendetemi per le orecchie"… dopo 6 anni ancora non mi hanno preso, quindi forse non sono cambiato! La mia paura è proprio questa Ma credo che nel mondo dello spettacolo se rimani te stesso, riesci a portare avanti la qualità; se ti monti la testa, ti tagli le gambe da solo!”.

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